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Devi recuperare un credito? rivolgiti in banca

La gestione del credito non perfor­mante ha oggi un alleato inaspet­tato: la banca.

L'insolvenza è una patologia che caratterizza ogni rapporto sinal­lagmatico ed ha una probabilità di verificarsi non di immediata e facile previsione. Spesso infatti il quid pluris che la genera è un evento che colpisce l'altra parte inaspet­tatamente.

La situazione si complica quando ad esserne colpita è un'impresa. In effetti il ritardo, come il mancato pagamento, incide negativamente sulla struttura finanziaria di qualsiasi azienda, indipendente­mente dalle sue dimensioni.

Ma c'è di più. Calando il tutto nel contesto normativo delineato da Basilea 2, a cui si aggiungono per complicarlo ulteriormente i nuovi principi contabili, si nota come il problema del credito insoluto, o anomalo per utilizzare il gergo bancario, vada ad aggravare le possibilità per l'imprenditore di ottenere un rating che rispecchi e colga in maniera puntuale il profilo creditizio della propria azienda.

Con l'attuazione dei criteri di ponderazione del rischio fissati da Basilea 2, infatti, sarà cruciale per le imprese, al fine di usufruire di profittevoli tassi di interesse e contare su un idoneo volume di risorse finanziarie, adottare politiche aziendali che tendano ad un uso più equilibrato del capitale circolante, ad una più accorta gestione finanziaria e ad una maggiore attenzione al rapporto con clienti e fornitori.

La gestione ottimale dei crediti in portafoglio diventa in questo modo un imprescindibile indice di affida­bilità poiché incide inevitabilmente sul rapporto di liquidità corrente, senza tralasciare le ricadute sul conto economico in termini di oneri finanziari o l'iscrizione di perdite. L'applicazione dei nuovi principi contabili e soprattutto l'adozione del criterio del "costo ammortizzato" nella valutazione del presumibile valore di realizzo dei crediti, ren­derà inoltre non più procrastinabile l'efficientamento delle attività di recupero delle poste insolute. Infatti ai fini dell'iscrizione in bilancio di un credito, l'impresa sarà tenuta a determinarne il valore recuperabile e stabilire se il corrispondente valore contabile dovrà essere sva­lutato ed eventualmente in quale misura ovvero spiegare le ragioni che fanno presumere che lo stesso, al suo valore nominale, sarà economicamente recuperato. Strategico pertanto diverrà dele­gare questa attività a degli specialisti. E chi meglio delle ban­che potrebbe esserlo? Gli istituti di credito infatti, detenendo la fetta maggiore di crediti insoluti del sistema, vantano, per così dire, la maggiore esperienza nel settore. L'expertise maturato ha fatto sì che alcune banche si specializzassero ulteriormente in tale attività e trasformassero le competenze acquisite in un prodotto bancario, un nuovo servizio da offrire alle imprese.

UGC Banca è al momento il primo istituto ad essersi specializzato in tale attività.

Grazie ad un sistema tecnologi­camente avanzato, ad una struttura organizzativa dedicata e radicata sul territorio, e alle oltre /.300 risor­se specialistiche di cui dispone, UGC Banca persegue, ove possibile, soluzioni che permettano all'obbligato di regolarizzare stragiudizialmente la propria esposizione, riducendo considere­volmente i tempi d'incasso e aumentando in modo significativo l'ammontare recuperato. UGC inoltre possiede la più grande base dati di crediti non performing italia­na, che le consente di utilizzare efficaci sistemi predittivi e fornire al cliente una dettagliata reportisti­ca, contenente informazioni precise e puntuali sulla ricuperabilità del credito, in ordine sia all'an che al quantum, indispensabile per redigere il bilancio e gli altri documenti contabili secondo una logica "IAS compatibile".

UGC è inoltre uno dei pochi servicer italiano dotati di rating, certificato da due tra le più note ed accreditate agenzie internazionali, Fitch Ratings e Standard & Poor's.

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