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Gestione integrata dei crediti

Fra le diverse problematiche che possono ostacolare una più rapida e vantaggiosa chiusura delle procedure si può senz'altro annoverare la presenza - nell'attivo fallimentare, del concordato preventivo, della liquidazione coatta amministrativa, della amministrazione straordinaria - di crediti verso terzi di varia natura e di lunga e/o difficile recuperabilità.

Con riferimento alla gestione di tale parte dell'attivo, la prassi giudiziale e l'esperienza degli operatori di settore consentono di mettere a fuoco alcuni fra i più ricorrenti fattori di criticità:

  • il "disordine" amministrativo e/o il mancato aggiornamento contabile che caratterizzano in taluni casi l'impresa ammessa alla procedura, uniti alla molteplicità e frammentazione delle posizioni creditorie, possono generare notevoli difficoltà di individuazione, valutazione e gestione di una parte significativa dell'attivo concorsuale;
  • per numerosi crediti l'attività di recupero risulta di fatto paralizzata dalla apparente "irreperibilità" del debitore e gli uffici dei Curatori non sempre sono attrezzati per effettuare ricerche efficaci per il rintraccio;
  • il tentativo di recupero quasi sempre si traduce in un primo invio di sollecito di pagamento, seguito spesso da una lettera di diffida;
  • in caso di esito infruttuoso di solleciti e diffide inviati a mezzo posta, normalmente accade che la Curatela non effettua altre attività e propone al Giudice Delegato la rinuncia all'attività di recupero, giustificata da uno o più fattori dissuasivi; ovvero, dove l'entità del credito lo consiglia/impone, il Curatore è solito proporre tout court il ricorso alle azioni giudiziali di recupero, anche senza essere nelle condizioni di fare una concreta valutazione di opportunità in mancanza di contatti diretti con la parte debitrice e/o di verifiche sulla sua rispondenza economico-patrimoniale;
  • la scarsità di informazioni verificate "in loco" sul terzo debitore, la mancanza di analisi preventiva della situazione economico-patrimoniale ed un monitoraggio delle sue eventuali evoluzioni, l'onerosità e la tempistica delle attività giudiziarie possono indurre ad accettare definizioni transattive in realtà penalizzanti ovvero a non accettare proposte di fatto vantaggiose o, peggio ancora, ad accettare a contenzioso già avviato, proposte meno favorevoli rispetto a quelle ottenibili inizialmente, senza l'aggravio dei costi legali e di giustizia.


La soluzione a queste problematiche è quella di adottare un "modello" di gestione e recupero dei crediti dinamico e pro-attivo, basato prevalentemente sulla valutazione ed il monitoraggio del grado di recuperabilità dei crediti nonché sul recupero stragiudiziale mediante negoziato diretto con il terzo debitore ovvero mediante cessione dei crediti, limitando ai soli casi di effettiva prevedibile convenienza economica il ricorso all'azione giudiziale e continuando comunque ad affiancare a quest'ultima l'attività stragiudiziale, a risparmio di costi e di tempi.

Visualizza l'approfondimento del tema (235.06 Kb)

Visualizza le Istruzioni per il Curatore Fallimentare in ordine alla Riforma delle procedure concorsuali (2326.32 Kb).

Il documento sopra riportato non è accessibile secondo quanto stabilito dalla Legge n. 4 del 9 gennaio 2004 ma è possibile avere le stesse informazioni scrivendo a Piera.DeLuca@unicreditgroup.eu

Vedi anche:

Un nuovo approccio nella gestione dei crediti problematici delle procedure concorsuali

Compila la Scheda clienti procedure concorsuali

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